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È giovedì e ho iniziato un mio podcast. Vita da scrittrice, ti va di ascoltarlo?


Un podcast? Con tutti quelli che esistono e con tutte le cose che si sono già dette sulla scrittura, ce n’è proprio bisogno?

Ti rispondo immediatamente: direi proprio di sì, e ora ti spiego il perché. Sono anni che mi dedico alla scrittura e che faccio esperienze e prove con le parole scritte, e anche se molte altre persone hanno condiviso percorsi simili ai miei, su questo podcast troverai idee ed esperienze reali, che ho vissuto in prima persona. E se mi conosci, sai che questo vuol dire che te le racconterò attraverso quelli che sono i miei occhi, diversi (come sarebbero diversi i tuoi) da quelli di altri.

Ma come ho fatto per creare un podcast?

Devo partire dal fatto che lavoro come voce narrante per uno studio di registrazione e che questo mi facilita molto nella parte tecnica, perché ho uno studio e l’attrezzatura adatta a questo tipo di registrazioni. Quello che invece sto imparando con la pratica è il modo in cui strutturare gli episodi.

Prima di tutto sono partita dal tema: di che cosa volevo parlarvi in questo podcast? E la risposta è arrivata immediata: delle mie esperienze nel mondo della scrittura, quindi Vita da scrittrice mi è sembrato il titolo più adatto.

Poi ho deciso come dividere gli episodi: uno alla settimana, pubblicato di venerdì per farvi compagnia durante il weekend. Lunghezza massima quindici minuti, perché voglio raccontarvi tante cose, ma non annoiarvi. E i temi? Semplice! Ogni settimana, in base a quello che mi succede, vi racconterò qualcosa del mondo dei libri. Lavorando con questi è facile avere sempre degli argomenti, che siano più tecnici, come pratiche e segreti della scrittura, o organizzativi: per esempio, tra poco organizzerò una presentazione e vi racconterò passo per passo quello che farò.

Quindi, ieri sono partita piena di buona volontà e mi sono detta: voglio un podcast spontaneo. Per ogni episodio avrò un tema e andrò, come si suol dire, a braccio. Peccato che, dopo aver ascoltato il primo risultato, ho capito che non poteva funzionare: gli errori di pronuncia e le frasi lasciate a metà non rendevano comprensibili le cose che volevo dirvi.

Quindi ho fatto una cosa strana: ho trasformato in testo quello che avevo registrato (trascrivendolo con Pages dall’audio) e poi l’ho editato per dare un senso chiaro a ogni frase (non troppo, perché non volevo perdere la spontaneità della registrazione). Oggi ho registrato la seconda versione, grazie anche a un piccolo aiuto di Andrius (mio marito), che ha aggiunto la musica di sottofondo e ha pulito le “sbavature”.

Risultato? Lo potete ascoltare su Spotify.

E voi? Avete mai pensato di creare un podcast? Quale sarebbe la vostra tematica?

Fatemelo sapere e, se avete bisogno di consigli, sono qui.

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